Un animale da compagnia? Alla scoperta del maiale che non ti aspetti!

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A discapito di quello che molti credono, il maiale è un animale da compagnia a tutti gli effetti.

Un animale unico ed eccezionale, dalle grandi capacità comunicative e in grado di coinvolgerci come sanno fare i ben più conosciuti amici a quattro zampe.

L’affascinante storia di Esther, maiale di oltre duecento Kg che vive con la sua famiglia canadese diventando la portavoce del “riscatto suino”, ne è testimonianza.

Esther vive assieme ad altri tre cani e un gatto proprio come se fosse una di loro e le foto che la famiglia posta quotidianamente sulla pagina facebook “Easther The Wonder Pig” e che ritraggono la “maialina” riposare pacificamente sul divano, oppure attendere la sua razione di frutta in cucina, dimostrano che i maiali possono essere molto di più che “animali da allevamento”!

Cosa ci perdiamo a confinarli all’interno degli allevamenti per trasformali poi in braciole e salsicce?

  • Molto! L’animale reso famoso da Babe o, recentemente, dall’idolo di tutti i bambini Peppa Pig, è distribuito su tutto il globo, pensate che si trovano maiali anche su isole sperdute in mezzo all’Oceano. Il suino è un cinghiale che l’uomo ha addomesticato circa 7 mila anni fa e i due continuano di fatto ad appartenere alla stessa specie, tant’è che se lasciamo libero un maiale tornerà facilmente alla vita selvatica.

Dotati del caratteristico grugno mobile, lo utilizzando per “grufolare” nel terreno (una delle loro attività preferite) per cercare – se vivono in libertà – radici e tuberi di cui sono ghiotti. Il grugno è una sorta di radar, ricco di terminazioni nervose, tramite il quale il maiale scopre il mondo che lo circonda e dà i primi indirizzi evolutivi alla prole: alla scrofa basta un colpo di muso ai cuccioli per far capire loro cosa si deve o non deve fare. Il caratteristico colore rosa, non è altro che una pelle depigmentata, ma ci sono maiali pezzati, o scuri come la “mora romagnola” o i maialini vietnamiti.

Bisogna dire che i maiali non sono morbidi come farebbe pensare quella cute liscia e levigata, ma hanno invece una pelle ruvida data dalla presenza di setole ispide su tutto il corpo. Setole che hanno una funzione protettiva per una pelle particolarmente delicata che proteggono con dei bagni di fango.

Ai maiali infatti non piace lo sporco e a discapito del senso comune che li vuole sudici, sono animali pulitissimi!

Non fanno mai le deiezioni nei luoghi in cui dormono e questo anche in quei tristi luoghi che sono gli allevamenti dove, questi animali hanno pochissimo spazio a disposizione.

Per quanto riguarda “l’etologia suina”, i maiali sono dei gran chiacchieroni.

  • Imparano il loro nome e tendono a rispondere con un sonoro grugnito quando vengono chiamati. Dobbiamo dire a tal proposito che “chiacchierano” moltissimo e lo fanno ad alta voce. Chiunque voglia adottare un maiale deve esser consapevole che le sue giornate avranno un sottofondo musicale non troppo discreto! I maiali amano gioco e lo stare insieme e soffrono molto la solitudine se vengono lasciati soli.

Adorano inoltre le carezze sulla pancia, che ricevono a bizzeffe sdraiandosi supini e gorgheggiando di felicità e muovendo la coda. I maiali infatti quando sono felici scodinzolano proprio come fa il nostro cane!

Infine, i maiali sono dei buongustai. Sono onnivori ma si nutrono principalmente di frutta e verdura adorando, nello specifico, le banane, i meloni e le mele. Con i maialini di taglia piccola come i vietmaniti, che tendono facilmente a ingrassare, bisogna fare attenzione alla quantità di cibo privilegiando la verdura e la frutta piuttosto che i cereali.

PS: a questo link, trovi gli altri articoli sul blog a firma dell’etologo Marchesini.

 

Fonte: un articolo di Roberto Marchesini (Bologna 1959) è filosofo, etologo e zooantropologo. Da oltre vent’anni conduce una ricerca interdisciplinare volta a ridefinire il ruolo degli animali non umani nella nostra società. Direttore del Centro Studi Filosofia Postumanista e della Scuola di interazione uomo-animale (Siua), è autore di oltre un centinaio di pubblicazioni nel campo della bioetica animale, delle scienze cognitive e della filosofia post-human. E’ inoltre direttore della rivista “Animal Studies”, la rivista italiana di antispecismo (Novalgos). – tratto da Vivere Sostenibile, ottobre 2016

 

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