Difendili dalle zecche: salvi anche te stesso!

Sono nemiche dei pet ma anche dell’uomo. Succhiando il sangue del cane e del gatto – e basta una sola puntura – le zecche, in quanto «veicoli» di virus, batteri e simili, possono causare malattie pericolose e trasmissibili anche a noi, quali l’ehrlichiosi (si manifesta con febbre alta, sonnolenza, perdita di appetito e dimagrimento) e la piroplasmosi (febbre, abbattimento, anemia e ingrossamento della milza).

  • «La diagnosi da infestazione», spiega Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), «si basa sulla visualizzazione diretta di questi parassiti sugli animali, ma, mentre è facile identificarli nella forma adulta, è più difficile quando si tratta di larve e ninfe. Un possibile segnale d’allarme sono dermatiti o reazioni cutanee. Le aree maggiormente a rischio attacco sono muso, orecchie, regioni ascellari, interdigitali e perineali».

Per questo sono necessari controlli periodici sui quattrozampe, specie dopo passeggiate nella natura. Nel caso si trovi una zecca, occorre rimuoverla con le apposite pinzette (ne esistono diversi tipi in commercio), stando attenti a non schiacciarla e senza ricorrere all’ausilio di oli, alcol o altri prodotti.

Per la prevenzione occorre trattare i pet con antiparassitari a lunga persistenza da fine febbraio a inizio di novembre (anche se l’ideale sarebbe farlo tutto l’anno), ripetendo il trattamento a seconda delle scadenze indicate sul prodotto.

 

Fonte: un articolo di Marco Ronchetto, su Ok Salute e Benessere, luglio/agosto 2018

 

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Sara & Simone

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