Anche al gatto viene la cistite…

Anche al gatto viene la cistite…

Fa pipì in giro per casa, mangia poco e ti sembra mogio? Potrebbe avere un’infezione urinaria. Ecco i controlli da fare e le terapie migliori…

 

Non era mai successo, ma il tuo micio ha iniziato a fare la pipì fuori dalla cassettina e ti ha addirittura bagnato il letto? «Non sgridarlo: potrebbe avere la cistite. È un’infiammazione abbastanza comune fra i felini», spiega la veterinaria Valentina Chiapatti (amicaveterinaria.com).

Come si manifesta «La forma di cistite più comune è quella determinata dai batteri: possono aderire alla mucosa della vescica e moltiplicarsi velocemente», avverte l’esperta. «Cause meno frequenti sono invece funghi, parassiti, malformazioni, calcoli e tumori. L’allarme in ogni caso deve scattare se noti che il gatto, quando fa la pipì, resta in posa a lungo o se le urine sono torbide, maleodoranti, con tracce di sangue. Un’altra spia tipica sono le minzioni frequenti e magari fuori dalla lettiera. Osserva anche se il tuo pet prova dolore: te ne accorgerai perché si lecca insistentemente i genitali e non ha appetito», prosegue la veterinaria.

Come si cura
Se ti sembra che il tuo gatto abbia uno di questi sintomi, dagli del cibo umido e rivolgiti al veterinario. «Per prima cosa avrà bisogno di un campione di pipì: sarà il medico a prelevare un po’ di urina dalla vescica durante un’ecografia, utile anche per controllare se l’apparato genitale è in salute. L’esame dell’urina consentirà di scoprire eventuali batteri e di scegliere l’antibiotico più efficace», continua Valentina Chiapatti.

«La cistite nei felini va presa sul serio perché le recidive sono frequenti. Se l’antibiotico non è adatto, se il batterio è resistente al farmaco o se lo diventa perché il trattamento viene interrotto troppo presto, il gatto potrebbe fare fatica a guarire e potrebbero formarsi “sabbia” e calcoli», prosegue l’esperta. «Il rischio maggiore (soprattutto nei maschi) è l’ostruzione dell’uretra: se l’animale non urina, corri in ambulatorio: è importantissimo perché un blocco di 24-48 ore può avere conseguenze letali», conclude la veterinaria.

 

Se la causa è lo stress

Come negli esseri umani, questo disturbo nei gatti può essere provocato anche da una situazione stressante: è frequente negli animali che vivono in casa. La noia, la convivenza forzata con altri animali, l’arrivo di un neonato, un trasloco o una ristrutturazione sono tutti fattori scatenanti. Se, nonostante tutti gli esami negativi, il tuo gatto continua ad avere questi problemi, rivolgiti a un veterinario comportamentalista.

 

Fonte: un articolo di Laura Zoccoli, tratto da Starbene, settembre 2020
Fonte immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Muso_di_gatto_europeo.JPG

 

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Sara & Simone

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