Il Leopardo dell’Amur!

Noto anche come leopardo della Maciuria, questo felino si differenzia dalle altre sottospecie esistenti di leopardo per la pelliccia più lunga e folta, il risultato di un adattamento al clima rigido della taiga.

In estate la pelliccia è lunga circa 2.5 cm e assume una tinta arancio dorata, mentre durante l’inverno cresce fino a raggiungere 17 cm, facendosi anche più chiara, color crema pallido.

Vedere dal vivo questo grosso micione in inverno, coperto da un manto maculato e foltissimo, deve essere un’emozione irripetibile. Inoltre, rispetto alle altre sottospecie di leopardo, questo felino ha dimensioni medio piccole: il maschio pesa dai 32 ai 48 kg, mentre la femmina è ancora più minuta, pesa infatti tra i 25 e i 42 kg.

Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, il leopardo dell’Amur è da considerarsi una specie con un livello di rischio di estinzione in natura estremamente elevato.

Si tratta, infatti, di uno dei felini più rari al mondo.

Addirittura, nel 2007 si stimava fossero rimasti 19-26 esemplari selvatici in tutto. Nel corso degli anni la situazione è migliorata, e nel 2019, tramite sondaggi eseguiti con foto trappole, si è registrata una popolazione di circa 90 individui.

DIFFUSIONE E ABITUDINI

Originariamente, questa specie era diffusa in tutta la penisola coreana, in Cina nord-orientale e in Russia sud-orientale, dove si è adattata alla neve e al clima rigido delle foreste, la cui temperatura media annua è di circa 1,5 °C.

Tuttavia, nella prima metà del 900, durante l’occupazione della Corea da parte del Giappone, la popolazione di leopardi venne decimata.

A oggi, il leopardo dell’Amur è considerato localmente estinto in Corea, e i pochi esemplari rimanenti si trovano sui monti Sikhote-Alin della Russia meridionale.

Il leopardo dell’Amur è un animale solitario, con abitudini notturne, e che rimane fortemente legato al suo territorio. Inoltre, molti esemplari sono stati spesso osservati aggirarsi nelle vicinanze degli allevamenti di cervi quali costituiscono una fonte di cibo sicura.

Non è difficile immaginare che la presenza di questo formidabile predatore non sia molto gradita dagli allevatori quali potrebbero mettere ancora più a repentaglio l’esistenza del felino.

Nonostante l’areale del leopardo si sovrapponga a quello della tigre siberiana, questi due cacciatori non si infastidiscono troppo a vicenda, in particolare il leopardo si tiene ben lontano dai territori di caccia della tigre, in modo tate da evitare una competizione diretta per le prede.

PERICOLI SEMPRE IN AGGUATO

Se la convivenza con le feroci tigri non è un problema per il leopardo dell’Amur, le cose non vanno nello stesso modo nei rapporti con l’essere umano.

Oltre a mettersi in pericolo avvicinandosi agli allevamenti, questo felino viene cacciato, soprattutto dagli abitanti dei villaggi russi, sia per il ricercato mantello sia in nome di quello che viene ancora definito uno sport.

Anche le sue ossa sono molto richieste sul mercato nero per la preparazione di medicinali tradizionali cinesi e coreani.

Ma ciò che minaccia maggiormente la sopravvivenza di questi felini è la distruzione dell’ambiente in cui vivono, sia per la conversione delle foreste in terreni a uso agricolo, sia per la costruzione di infrastrutture, come oleodotti o autostrade per favorire il commercio tra Russia, Cina e Corea del Nord.

 

Fonte: sintesi del bellissimo articolo di Francesca Ambrosini, tratto da L’Arca di Noè, ottobre 2020
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