La pratica della sterilizzazione (o castrazione nel caso dei maschi) ha come obiettivo principale quello di prevenire le problematiche legate alla riproduzione. Allo stesso tempo contribuisce a ridurre molti dei disagi comportamentali che si manifestano soprattutto nei periodi di maggiore attività riproduttiva, come la primavera e, in misura minore, l’autunno (soprattutto nei gatti).
La sterilizzazione aiuta infatti a limitare il girovagare degli animali alla ricerca di un partner, riducendo cosi i rischi di incidenti, smarrimenti, malattie e altri pericoli.
Tuttavia questa procedura interviene modificando un sisterna fisiologico complesso, strettamente legato agli ormoni sessuali e ben radicato nella biologia dei nostri animali.
Con l’arrivo della primavera, l’aumento delle ore di luce e delle temperature agisce come stimolo naturale che può attivare comportamenti tipici della stagione riproduttiva: maggiore agitazione, irrequietezza, ricerca del partner e marcatura del territorio.
Negli animali sterilizzati questi vengono comportamenti generalmente ridotti in modo significativo, ma non scompaiono completamente.
L’aspetto riproduttivo è eliminato, ma alcuni stimoli comportamentali possono persistere, soprattutto se la sterilizzazione è stata effettuata in età adulta.
In questi casi l’animale può mantenere sensibilità agli stimoli stagionali, mostrando maggiore vivacità o irrequietezza. Quando avviene prima del primo ciclo riproduttivo, questi fenomeni tendono a ridursi quasi completamente.
Va però considerato che in alcuni casi la sterilizzazione precoce può influenzare leggermente il comportamento o caratteristiche dell’addestrabilità del soggetto. Questi aspetti dipendono molto dal temperamento individuale e dalla razza dell’animale.
Un ulteriore elemento da considerare riguarda l’eccezionale capacità olfattiva del cani, sia maschi che femmine.
Anche dopo la castrazione o sterilizzazione, i cani mantengono infatti la capacità di percepire i feromoni presenti nell’aria, emessi da una femmina in calore. Questo può creare una sorta di “confusione” comportamentale, perché lo stimolo viene percepito ma non può essere seguito da una risposta riproduttiva.
In particolare, nei maschi castrati in età adulta l’interesse sessuale può non scomparire del tutto.
Per questo motivo, anche i cani sterilizzati possono mostrarsi più vivaci e irrequieti durante la primavera. In definitiva si tratta di fenomeni del tutto naturali, legati alla fisiologia e ai ritmi biologici della specie.
Anche se i nostri animali domestici vivono oggi in un contesto fortemente antropizzato, continuano comunque a rispondere agli stimoli della natura.
L’affetto e la compagnia che i nostri amici a quattro zampe ci offrono ogni giorno compensano ampiamente qualche momento di maggiore vivacità tipico della stagione primaverile.
Fonte: un articolo di Gianpaolo Stocco, veterinario, tratto da Verdetà
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