Il camaleonte: sauro dai superpoteri!

Il camaleonte: sauro dai superpoteri!

 

Affascinante rettile dai movimenti lenti e sinuosi, il camaleonte è oggetto di osservazione e ricerche fin dall’antichità per alcune delle sue particolari caratteristiche, ed è da sempre simbolo indiscusso di mutevolezza e capacità di adattamento.

 

Da Plutarco ad oggi

Da Plutarco a Diodoro di Tarso l’aggettivo “camaleontico” è riferito infatti, spesso in senso dispregiativo, a chi si destreggia nel cambiare opinione in modo radicale a seconda della situazione, passando dall’adulazione al ripudio in base a mera convenienza o pigro conformismo.

Questa accezione, attraverso i secoli, è arrivata ai giorni nostri, passando dalla letteratura al cinema (ne è un’eccelsa sintesi e rappresentazione Zelig, celebre commedia di Woody Allen in cui il protagonista soffre di cronico e tragicomico trasformismo, descritto in un modo tanto preciso da determinare la nascita, in psichiatria, della cosiddetta “Sindrome di Zelig”) ed entrando a pieno titolo nell’immaginario comune.

 

Questo simpatico sauro, tuttavia, in realtà non cambia colore solo in base all’ambiente.

 

La sua mutazione avviene per “comunicare” stati d’animo sinceri, forti, immediati, capaci di accenderlo di incredibili sfumature che fanno del “leone di terra” (dal greco chamai, terra, e léon, leone) una delle creature più incredibili del nostro ecosistema.

 

UN ARCOBALENO DI EMOZIONI

I camaleonti sono esseri solitari, campioni di individualismo: vivono la propria vita nutrendosi di sole, insetti, saltuariamente piccoli volatili, ed evitando accuratamente i contatti con gli altri individui della specie.

  • Forse è proprio per questo motivo che quando si incontrano tra loro sfoggiano un’incredibile varietà di colori, a rappresentare nient’altro che le loro emozioni.

Se in stato di quiete la pelle tende al verde, l’aspetto cambia radicalmente quando si tratta di amore, o meglio del desiderio di risaltare davanti agli occhi della femmina, più piccola e meno colorata (l’accentuato dimorfismo sessuale permette di riconoscere a colpo d’occhio il maschio, caratterizzato dalle tonalità accese, dotato di corna, creste o appendici nasali).

Quando è spaventato e ha paura, diventa invisibile agli occhi del predatore, assumendo i colori dell’ambiente circostante, da cui il già citato appellativo di “camaleontico”.

 

TANTI… SUPERPOTERI

Una delle caratteristiche principali del camaleonte è la lingua estroflessa, che può superare in estensione la lunghezza del suo stesso corpo e che è avvolta da un muco appiccicoso, denso e simile alla colla, che non lascia scampo alla preda.

Può essere paragonata a un proiettile capace di raggiungere la velocità di 100 km all’ora in un centesimo di secondo:

  • il record lo detiene in questo caso uno tra i più piccoli esemplari della specie, il minuscolo Rhampholeon spinosus, con un picco di accelerazione 264 volte superiore a quello della gravità.

Ecco uno dei tanti “superpoteri” del camaleonte, unito alla sua enorme pazienza (può restare immobile per ore in attesa del bersaglio) e agli occhi mobili, sporgenti, che gli permettono una vista a 360° fino al momento dell’individuazione della preda, quando, passando alla visione stereoscopica (ossia la stessa dell’essere umano), riesce a calcolare la profondità di campo e la distanza, per poi sferrare l’attacco mortale.

 

Fonte: sintesi dell’articolo di Enrica Selvini, tratto dalla rivista “L’Arca di Noè“, mese di aprile
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