Nato nel 2007, il Festival dei Gufi ha uno scopo specifico: tutelare i rapaci notturni e salvaguardare la loro natura selvatica. Durante l’evento vengono esposti esemplari provenienti da situazioni particolari, ma solo ed esclusivamente a scopo didattico.
La mission della manifestazione è chiara: raccontare il mondo dei gufi attraverso:
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Esibizioni teatrali e mostre
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Conferenze e workshop tenuti da esperti del settore
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Corsi e attività didattiche per bambini
Questo evento offre agli appassionati la possibilità di scoprire sempre qualcosa di nuovo su questi animali magici e misteriosi.
Una curiosità internazionale: La sinergia creata con il Festival of Owls negli Stati Uniti ha portato Marco Mastrorilli, art director della kermesse italiana, a essere premiato a Houston come “Gufologo dell’anno” nel 2015.
Visti da vicino: le caratteristiche degli Strigiformi
Il gufo appartiene all’ordine degli Strigiformi (i rapaci notturni come barbagianni, allocchi e civette) e, nello specifico, alla famiglia delle Strigidae.
Questo fantastico rapace possiede diversi tratti tipici:
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Gli occhi e la vista: Sono frontali, fissi e circondati da due cerchi scuri, con pupille arancioni. Non potendo ruotare gli occhi, il gufo ruota direttamente la testa compiendo un movimento di 270 gradi (135 gradi per lato). Questo gli garantisce un’ottima vista sia diurna che notturna.
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L’udito: È finissimo e fondamentale per la caccia.
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Il piumaggio: Presenta varie sfumature di colori. Collo, testa e parte superiore delle ali sono marroni con macchie più scure; la zona inferiore è invece più chiara, dal castano al giallo ocra. Queste tonalità aiutano il gufo a mimetizzarsi perfettamente negli incavi degli alberi dove trascorre le sue giornate.
Le specie principali a confronto
I gufi non sono tutti uguali. Le dimensioni variano enormemente a seconda della specie:
| Specie | Lunghezza / Apertura Alare | Peso / Note |
| Gufo reale (Bubo bubo) | Fino a 2 metri di apertura alare | Il più grande e maestoso predatore notturno. |
| Gufo comune (Asio otus) | Lungo fino a 34 cm (apertura alare fino a 96 cm) | Taglia media, pesa circa 250 grammi. |
| Gufo elfo | Lungo appena 15 cm | Il più piccolo in assoluto, pesa solo 40 grammi. |
| Gufo di palude | – | Caratteristico del Nord America e dell’Asia settentrionale. |
| Gufo delle nevi | – | Noto anche come gufo bianco, è tipico delle zone artiche, raro e poco conosciuto. |
Un volo silente: il segreto dell’ala
La caratteristica più straordinaria dei gufi è il loro volo completamente silenzioso. Questa eccezionale dote permette loro di essere estremamente furtivi e di avvicinarsi alle prede senza farsi avvertire.
Il professor Justin Jaworski, insieme a un gruppo di ricercatori della Lehigh University (Bethlehem, Pennsylvania), ha studiato questo fenomeno. Secondo le loro ricerche, i gufi possiedono tre caratteristiche fisiche sulle ali che determinano il volo silenzioso:
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Una cresta di piume rigide lungo il margine anteriore.
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Una frangia flessibile sul bordo posteriore.
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Uno strato di materiale soffice distribuito in cima.
Il segreto principale risiede proprio nella superficie soffice e lanuginosa, capace di ridurre drasticamente il rumore prodotto e permettendo all’animale di “confezionare” su misura il suono del proprio volo.
Ulteriori studi condotti recentemente in Cina hanno confermato che, sebbene la frangiatura esterna delle ultime remiganti sia complice del silenzio, in realtà ogni singola remigante trova nella sua forma, struttura e morbidezza un perfetto alleato aerodinamico.
Fra i tronchi: dove fanno il nido i gufi?
Gli Strigiformi non costruiscono il nido da zero come fanno gli altri uccelli. Preferiscono utilizzare ripari già pronti offerti dalla natura o da altre specie, come:
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Anfratti nella roccia
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Cavità e incavi nei tronchi degli alberi
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Luoghi isolati umani (sottotetti o solai abbandonati)
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Vecchi nidi di altri uccelli o tane abbandonate da altri animali
Abitudini di nidificazione delle diverse specie
Anche la scelta del rifugio dipende dalla specie. Il gufo comune e il gufo reale scelgono solitamente gli anfratti rocciosi e le cavità dei tronchi, nidificando a terra solo in rare occasioni.
Al contrario, il gufo di palude (Asio flammeus) — molto diffuso nelle zone umide di tutto il mondo — nidifica abitualmente a terra, tra l’erba delle zone aperte o nei campi coltivati. In questo caso, è la femmina a sistemare il rifugio utilizzando ramoscelli ed erba secca.
Fonte: tratto da un articolo di Michele Miele su L’Arca di Noé
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