Sono 800 gli esemplari di lontra stimati oggi in Italia. Fin dal secolo scorso questi animali, vere e proprie sentinelle della qualità ambientale, rischiano l’estinzione a causa della crudeltà umana
Dal 1977 lo Stato italiano protegge legalmente la lontra per il suo fondamentale contributo alla salvaguardia dell’ecosistema.
Delle 13 specie esistenti, quella eurasiatica (Lutra lutra) è presente anche in Italia, sebbene l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) l’abbia classificata già da tempo come animale in serio pericolo di estinzione in tutto il Vecchio Continente.
Questi carnivori popolano fiumi, laghi e torrenti dalle acque pulite, trasformandosi così in indicatori della qualità ambientale: la loro presenza certifica la purezza dei ruscelli, l’assenza di contaminazioni e l’abbondanza di cibo.
Se nel 1982 il WWF lanciò per primo l’allarme sulla condizione della lontra in Italia, istituendo subito dopo il Gruppo Lontra Italia, il 2011 è stato un anno simbolico per questo buffo mustelide simbolo di curiosità, lealtà e ottimismo.
Oggi, in tutto il nostro Paese, si stima la presenza di 800 lontre, il cui habitat è centrato sopratutto in alcune regioni del Mezzogiorno, dalla Basilicata alla Campania, dalla Calabria alla Puglia, oltre ad alcuni nuclei originari dell’Austria avvistati frequentemente in Friuli-Venezia Giulia.
Fonte: estratto da un bel servizio di Fausto Egidio Piu, tratto dalla rivista L’Arca di Noè, febbraio 2021
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