Mantide religiosa: dallo sguardo magnetico!
Fin dall’antichità, questo insetto è stato avvolto da un alone di mistero che aleggia attorno alle sue forme e al suo comportamento: Aristarco, astronomo e fisico greco, sosteneva che la mantide fosse portatrice di sventura, e che il solo incrociare il suo sguardo fosse fonte di sciagura.
Secondo l’illustre entomologo Jean-Henri Fabre, se gli altri insetti possono solo vedere, la mantide può addirittura guardare.
UN LETALE PREDATORE IN MINIATURA
La femmina può raggiungere i 7,5 cm di lunghezza, e il colore varia dal marrone chiaro al verde; l’esoscheletro è molto fragile e presenta splendide architetture che permettono una perfetta mimetizzazione con l’ambiente circostante.
Si tratta di un mimetismo criptico, utile per sfuggire ai predatori; allo stesso scopo, all’attaccatura delle zampe anteriori sono presenti due macchie scure, simili a due occhi, che servono per spaventare i predatori.
Oltre ai falsi occhi, la mantide ha un altro meccanismo di difesa: quando si sente minacciata, apre di scatto le ali per sembrare più grande e inizia a farle vibrare, producendo un fruscio che ricorda quello emesso da un serpente a sonagli.
Le mantidi sono in grado ruotare la testa di 180°, il loro ciclo di vita dura circa un anno, durante il quale passano attraverso sei mute dell’esoscheletro.
La capacità della mantide di passare inosservata è fondamentale anche per la caccia. Questo insetto, infatti,è un predatore letale e molto paziente: è in grado di attendere immobile tra l’erba alta, per poi colpire di sorpresa.
Le zampe anteriori, dette raptatorie, servono per afferrare e intrappolare la malcapitata preda, con un movimento talmente rapido da essere quasi impercettibile all’occhio umano.
La mantide religiosa si nutre generalmente di falene, mosche, grilli e altri piccoli insetti; inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che, se si presenta l’occasione, può cacciare persino piccoli anfibi, rettili e uccelli, come ad esempio i colibri.
- Grazie alla sua dieta, questo insetto limita la diffusione di alcune specie di parassiti, contribuendo all’equilibrio dell’ecosistema e agendo da “antiparassitario” per i nostri giardini.
UN’AMANTE CRUDELE
Ma il comportamento più curioso della mantide, e probabilmente il più noto, è l’abitudine della femmina di cibarsi del maschio, dopo o addirittura durante la copula.
- Le basta voltare la testa e iniziare a sgranocchiare il compagno, il quale non può fare altro che continuare la fecondazione, migliorando addirittura le sue prestazioni.
Questo perché nel capo sono presenti gangli inibitori, che vengono messi fuori uso in seguito alla decapitazione. Il maschio diventa, quindi, una fonte aggiuntiva di nutrimento e proteine, utile alla femmina nel processo di produzione dell’ooteca, una sorta di astuccio protettivo in cui vengono avvolte le uova.
Questa consuetudine del cannibalismo post-nuziale, fortunatamente per il maschio, non è la regola: se infatti la mantide è ben nutrita, risparmia il partner.
Fonte: un estratto del bellissimo servizio di Francesco Ambrosini sulla rivista L’Arca di Noè, del 28/12/18
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